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04 luglio 2026

Imposta sostitutiva sul mutuo: cos'è, aliquote 0,25% e 2% e come si calcola

L'imposta sostitutiva è una delle voci di costo del mutuo: 0,25% dell'importo per la prima casa, 2% per gli altri immobili. Scopri cos'è, cosa sostituisce, chi la paga, come si calcola con esempi e quando puoi detrarla insieme agli interessi.

Imposta sostitutiva sul mutuo: cos'è, aliquote 0,25% e 2% e come si calcola

Tra le tante voci che compaiono nel preventivo di un mutuo ce n'è una che spesso passa inosservata finché non si legge il conteggio finale: l'imposta sostitutiva. Non la paghi allo sportello e non arriva con un bollettino: la trattiene direttamente la banca quando eroga il mutuo. Eppure incide sul costo complessivo dell'operazione, e cambia parecchio a seconda che tu stia comprando la prima casa o un altro immobile. Vediamo cos'è, quanto costa con le due aliquote (0,25% e 2%), che cosa sostituisce, chi la versa e quando puoi anche recuperarla in dichiarazione.

Che cos'è l'imposta sostitutiva sul mutuo

L'imposta sostitutiva è un'imposta agevolata prevista dal DPR 601/1973 per i finanziamenti a medio-lungo termine, cioè con durata contrattuale superiore a 18 mesi, erogati dalle banche. Il suo scopo è semplificare la tassazione dell'operazione: al posto di più tributi separati se ne paga uno solo, calcolato in percentuale sull'importo del mutuo.

Il nome dice tutto: questa imposta sostituisce una serie di altri tributi che altrimenti graverebbero sul finanziamento e sulle sue garanzie, in particolare:

  • l'imposta di registro;

  • l'imposta di bollo;

  • le imposte ipotecaria e catastale legate all'iscrizione dell'ipoteca;

  • le tasse sulle concessioni governative.

In pratica, con un'unica trattenuta si chiude il capitolo fiscale del mutuo, comprese l'iscrizione dell'ipoteca e le successive formalità come un'eventuale surroga o la cancellazione. Il regime si applica su opzione, esercitata nel contratto di mutuo: è la scelta standard perché quasi sempre più conveniente rispetto alle imposte ordinarie.

Quanto costa: le aliquote 0,25% e 2%

L'imposta sostitutiva si calcola sull'importo erogato (il capitale del mutuo). Le aliquote sono due e dipendono dalla destinazione del finanziamento.

Prima casa: 0,25%

Se il mutuo serve per acquistare, costruire o ristrutturare la "prima casa" — cioè un'abitazione in possesso dei requisiti delle agevolazioni prima casa — l'aliquota è dello 0,25% dell'importo erogato. Condizione necessaria: nel contratto di mutuo deve essere resa un'apposita dichiarazione con cui attesti il possesso dei requisiti. Senza quella dichiarazione, si applica l'aliquota piena.

Seconda casa e altri immobili: 2%

Se il finanziamento riguarda un immobile abitativo che non è prima casa — ad esempio la seconda casa — oppure manca la dichiarazione dei requisiti, l'aliquota sale al 2% dell'importo erogato. È una differenza enorme: otto volte tanto.

La distinzione tra le due aliquote è stata introdotta dalla Legge 244/2007 (Finanziaria 2008) ed è in vigore dal 1° gennaio 2008.

Un esempio rende l'idea, su un mutuo da 150.000 €:

  • prima casa (0,25%): imposta sostitutiva = 375 €;

  • seconda casa (2%): imposta sostitutiva = 3.000 €.

Su un mutuo da 200.000 € si passa da 500 € (prima casa) a 4.000 € (seconda casa). È uno dei motivi per cui, sui mutui non agevolati, il peso fiscale iniziale è molto più alto.

Chi la paga e quando: la banca è sostituto d'imposta

Qui sta la caratteristica più particolare di questa imposta: non la versi tu direttamente all'Erario. La banca agisce come sostituto d'imposta: al momento dell'erogazione del mutuo trattiene l'importo dovuto e lo versa allo Stato per tuo conto.

Concretamente, l'imposta viene di solito decurtata dalla somma erogata o addebitata tra le spese iniziali. Se accendi un mutuo prima casa da 150.000 €, la banca tratterrà 375 € a titolo di imposta sostitutiva: è un costo dell'operazione, che trovi indicato nel TAEG e nel prospetto informativo, insieme alle altre spese del mutuo come istruttoria e perizia. Proprio perché è compresa nel calcolo del TAEG, non devi preoccuparti di dimenticarti una scadenza: è già tutto gestito dalla banca.

Imposta sostitutiva e detrazione: quando la recuperi

C'è una buona notizia per chi compra l'abitazione principale. Per il mutuo sulla prima casa, l'imposta sostitutiva dello 0,25% rientra tra gli oneri accessori detraibili insieme agli interessi passivi: la puoi cioè portare in detrazione al 19% nella dichiarazione dei redditi, nello stesso "contenitore" degli interessi.

Attenzione al tetto: la detrazione degli interessi passivi (e degli oneri accessori collegati, imposta sostitutiva compresa) per l'acquisto dell'abitazione principale vale entro un limite complessivo di 4.000 € annui. Trovi tutti i dettagli, i requisiti e cosa rientra nel calcolo nella nostra guida alla detrazione degli interessi del mutuo prima casa. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale, invece, questa possibilità non si applica.

Casi particolari: surroga, ristrutturazione, liquidità

Alcune situazioni meritano una precisazione:

  • Surroga (portabilità): quando trasferisci il mutuo a un'altra banca con la surroga, non si paga una nuova imposta sostitutiva. È uno dei motivi per cui la portabilità è a costo praticamente nullo per il cliente.

  • Ristrutturazione della prima casa: rientra nell'aliquota agevolata dello 0,25%, se ricorrono i requisiti e la dichiarazione.

  • Mutuo liquidità o finanziamenti non abitativi: quando il finanziamento non è destinato alla prima casa, l'aliquota di riferimento è quella piena del 2%. Ne parliamo nella guida al mutuo liquidità.

In tutti i casi, il principio è lo stesso: l'aliquota ridotta è un beneficio legato alla prima casa e alla dichiarazione dei requisiti; fuori da lì si applica il 2%.

Domande frequenti

Quanto è l'imposta sostitutiva sul mutuo? È lo 0,25% dell'importo erogato per i mutui destinati alla prima casa e il 2% per gli altri immobili abitativi (o in mancanza della dichiarazione dei requisiti). Su un mutuo da 150.000 €, significa 375 € per la prima casa e 3.000 € per la seconda.

Chi paga l'imposta sostitutiva del mutuo? La sostiene chi accende il mutuo, ma non la versa direttamente: la banca, come sostituto d'imposta, la trattiene al momento dell'erogazione e la versa allo Stato. In genere viene decurtata dalla somma erogata.

Su quale importo si calcola? Sull'importo (capitale) erogato dalla banca. Per i mutui a stato avanzamento lavori si applica man mano sulle somme erogate.

L'imposta sostitutiva del mutuo è detraibile? Per il mutuo sull'abitazione principale sì: rientra tra gli oneri accessori detraibili al 19% insieme agli interessi passivi, entro il limite complessivo di 4.000 € annui. Per gli altri immobili non è prevista questa detrazione.

Perché sul mio mutuo l'imposta è del 2% e non dello 0,25%? Perché l'aliquota ridotta spetta solo ai finanziamenti per la prima casa con i requisiti dichiarati nel contratto. Se l'immobile non è prima casa, o non è stata resa la dichiarazione, si applica il 2%.

L'imposta sostitutiva si paga anche sulla surroga? No. Il trasferimento del mutuo con la surroga non comporta una nuova imposta sostitutiva.

In sintesi

L'imposta sostitutiva è la voce fiscale del mutuo: sostituisce imposta di registro, bollo, ipotecaria, catastale e tasse di concessione con un'unica trattenuta. Costa lo 0,25% dell'importo per la prima casa (con la dichiarazione dei requisiti nel contratto) e il 2% per gli altri immobili: su 150.000 € sono 375 € contro 3.000 €. Non la versi tu, la trattiene la banca all'erogazione, ed è già inclusa nel TAEG. Sul mutuo dell'abitazione principale, infine, la puoi detrarre al 19% insieme agli interessi, entro il tetto di 4.000 € annui. Un dettaglio piccolo nel nome, ma non nel portafoglio: vale la pena conoscerlo prima di firmare.


Articolo a cura della redazione di mutuisemplici.it — contenuto informativo, non costituisce consulenza fiscale o personalizzata. Aliquote, limiti e regole fiscali sono quelli vigenti alla data di redazione e possono essere modificati: verifica sempre le informazioni aggiornate sull'Agenzia delle Entrate e il conteggio effettivo nel contratto e nel PIES della banca. Gli esempi di calcolo sono illustrativi.

Fonti: Agenzia delle Entrate ("Interessi passivi sui mutui"; agevolazioni prima casa); DPR 601/1973 (artt. 15-20, imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio-lungo termine); Legge 244/2007 (differenziazione aliquote 0,25%/2%); FiscoOggi (Agenzia delle Entrate).