07 luglio 2026
Mutuo cointestato: come funziona, chi paga le rate e detrazione degli interessi
Cos'è e come funziona il mutuo cointestato: due o più intestatari, tutti obbligati in solido verso la banca. Chi paga le rate, cosa succede se paga uno solo, come si ripartisce la detrazione degli interessi (19% su max 4.000 € l'anno), cosa accade in caso di separazione o decesso e come uscire dalla cointestazione con accollo o surroga.

Comprate casa in due e la banca vi chiede di intestare il mutuo a entrambi? Si parla allora di mutuo cointestato: un finanziamento con due o più intestatari, tutti debitori verso la banca. È la scelta più comune tra coniugi e conviventi, e spesso serve anche a sommare i redditi per ottenere un importo più alto. C'è però un aspetto che in molti sottovalutano: verso la banca ognuno risponde per l'intero debito, non solo per la propria metà. Vediamo come funziona il mutuo cointestato, chi paga le rate, come si divide la detrazione degli interessi e come si esce dalla cointestazione.
Che cos'è il mutuo cointestato
Il mutuo cointestato è un mutuo intestato a più persone (i cointestatari), che diventano tutte debitrici verso la banca. Di norma i cointestatari sono anche comproprietari dell'immobile acquistato, ciascuno per la sua quota. Per orientarti tra i termini del contratto è utile la guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario.
La cointestazione si sceglie soprattutto in due situazioni:
si compra casa in due (coniugi, conviventi, familiari) e si vuole che entrambi siano proprietari e responsabili del mutuo;
si somma il reddito di due persone per ottenere un mutuo più alto o migliorare il rapporto rata/reddito, il parametro che la banca usa per capire quanto puoi permetterti.
In pratica, cointestare il mutuo significa presentarsi alla banca con due redditi e due garanzie invece di una: spesso è ciò che rende possibile l'acquisto.
Come funziona: l'obbligazione solidale
È il punto più importante e il più frainteso. I cointestatari di un mutuo sono obbligati in solido. Secondo l'articolo 1292 del Codice civile, quando più debitori sono obbligati in solido il creditore può pretendere l'intera prestazione da uno qualsiasi di loro, e il pagamento fatto da uno libera tutti gli altri.
Tradotto sul mutuo: la banca non divide il debito in due metà separate. Può chiedere l'intera rata a uno solo dei cointestatari. Non esiste, verso la banca, "la mia metà" e "la tua metà": ciascuno è responsabile del 100% del debito finché il mutuo non è estinto.
Questo ha una conseguenza pratica molto concreta, che vediamo tra poco: se uno smette di pagare, l'altro deve coprire tutta la rata, non solo la propria parte.
Quote e rapporti interni: la regola del regresso
Tra i cointestatari, invece, il debito si divide. Salvo un accordo diverso, le quote si presumono uguali — di solito 50 e 50 (art. 1298 del Codice civile).
Se un cointestatario paga più della propria quota, ha diritto di regresso verso l'altro per la parte pagata in eccesso (art. 1299 del Codice civile). In altre parole: chi ha versato la rata intera al posto dell'altro può poi chiedergli indietro la sua metà. Attenzione però: è un diritto che vale tra i due intestatari, non verso la banca, che resta estranea a questi conti interni.
Mutuo cointestato pagato da uno solo: cosa succede
È una situazione frequente, ad esempio quando cambia la condizione lavorativa di uno dei due o dopo una crisi di coppia. Distinguiamo due piani:
Verso la banca: nulla cambia. La rata va pagata per intero; se arriva da un solo intestatario, per l'istituto è comunque adempiuta. Se invece non arriva affatto, la banca può rivolgersi a entrambi e agire sull'ipoteca, indipendentemente da chi "doveva" pagare.
Tra i due intestatari: chi paga da solo può esercitare il regresso per la quota dell'altro (art. 1299 c.c.).
C'è poi un risvolto fiscale: la detrazione degli interessi spetta solo a chi sostiene effettivamente la spesa ed è intestatario del mutuo e proprietario dell'immobile. Se paga uno solo, l'altro non può portare in detrazione interessi che non ha pagato. Ne parliamo nella sezione dedicata.
Vantaggi e svantaggi della cointestazione
Cointestare il mutuo ha pro e contro da soppesare.
Vantaggi:
si sommano i redditi, quindi si può ottenere un importo più alto o una rata più sostenibile rispetto al reddito complessivo;
si condividono responsabilità e proprietà dell'immobile;
entrambi possono, se in regola con i requisiti, beneficiare della detrazione degli interessi sulla propria quota.
Svantaggi:
responsabilità solidale: ognuno risponde dell'intero debito, anche se di fatto paga metà;
il mutuo pesa sul profilo creditizio di entrambi: un ritardo o un mancato pagamento viene segnalato per tutti e due, e "occupa" capacità di indebitamento futura;
in caso di crisi di coppia, uscire dalla cointestazione richiede tempo e il consenso della banca.
Detrazione degli interessi con il mutuo cointestato
Per un mutuo destinato all'acquisto dell'abitazione principale, l'Agenzia delle Entrate riconosce la detrazione IRPEF del 19% degli interessi passivi e oneri accessori, su un massimo di 4.000 € di interessi all'anno (art. 15 del TUIR). Il tetto di 4.000 € è riferito all'immobile, non alla singola persona.
Con un mutuo cointestato, quel limite si ripartisce tra i cointestatari. Se il mutuo è cointestato al 50% e lo sono anche la proprietà, ciascuno può detrarre gli interessi sulla propria quota, cioè fino a 2.000 € di interessi a testa. Condizione fondamentale: essere sia intestatario del mutuo sia proprietario dell'immobile.
C'è un'eccezione utile: se un coniuge è fiscalmente a carico dell'altro, il coniuge non a carico può detrarre il 100% degli interessi (sempre entro il limite complessivo di 4.000 €). È un caso particolare che conviene verificare nella propria dichiarazione. Per il quadro completo, vedi la guida alla detrazione degli interessi del mutuo prima casa.
La materia fiscale è delicata e dipende dalla situazione specifica (chi è proprietario, chi paga, presenza di coniuge a carico). Verifica sempre con l'Agenzia delle Entrate o un commercialista.
Cosa succede in caso di separazione o divorzio
La regola spiazza molti: la separazione o il divorzio non sciolgono automaticamente il mutuo cointestato. L'accordo tra gli ex coniugi (o le decisioni del giudice) vale tra loro, ma non vincola la banca, che continua a considerare entrambi obbligati in solido finché il contratto non viene modificato.
Per uscire davvero dalla cointestazione servono operazioni formali: tipicamente l'accollo della quota da parte di chi resta nella casa, oppure una surroga/sostituzione del mutuo a nome di uno solo. In entrambi i casi la banca deve valutare e approvare la solidità di chi resta unico intestatario: la liberazione dell'altro è una facoltà dell'istituto, non un automatismo. Approfondisci nella guida all'accollo del mutuo.
Come uscire da un mutuo cointestato
Le strade principali per passare da due intestatari a uno sono quattro:
accollo: uno dei due si accolla la quota dell'altro e, con l'accollo liberatorio approvato dalla banca, l'altro viene liberato dal debito. È spesso la via più diretta dopo una separazione;
surroga a nome singolo: si trasferisce il mutuo a un'altra banca intestandolo a una sola persona, quando ne ha i requisiti reddituali. Vedi la surroga del mutuo;
sostituzione del mutuo: si accende un nuovo mutuo (a nome di uno solo) che estingue il precedente;
vendita dell'immobile: si vende casa e con il ricavato si estingue il mutuo, chiudendo la cointestazione.
In tutti i casi il nodo è lo stesso: chi resta deve dimostrare di reggere la rata da solo. Prima di muoverti, fai due conti con la guida su come si calcola la rata del mutuo.
Cosa succede se un cointestatario muore
Alla morte di un cointestatario, la sua quota di debito non svanisce: passa agli eredi, che subentrano pro quota nel mutuo residuo. Proprio per questo molte banche richiedono o consigliano, all'accensione, una polizza vita (o una copertura sul credito) legata al mutuo: in caso di decesso dell'assicurato, la polizza interviene a estinguere in tutto o in parte il debito, evitando che il peso ricada su familiari o sull'altro intestatario. È un aspetto da valutare al momento della firma, soprattutto quando i redditi della famiglia dipendono in gran parte da una sola persona.
Domande frequenti
Chi paga le rate di un mutuo cointestato? Le rate sono dovute da tutti gli intestatari, obbligati in solido. Verso la banca ciascuno risponde per l'intero: l'istituto può chiedere l'intera rata a uno qualsiasi dei cointestatari. Tra loro, di norma, il debito si divide in parti uguali.
Cosa succede se uno dei due non paga? La banca può pretendere l'intera rata dall'altro cointestatario e, in caso di inadempimento prolungato, agire sull'ipoteca. Chi ha pagato più della sua quota può poi chiedere all'altro la parte eccedente con il diritto di regresso.
Come funziona la detrazione con il mutuo cointestato? Il tetto di 4.000 € di interessi detraibili al 19% è riferito all'immobile e si ripartisce tra i cointestatari in base alla quota (di solito 2.000 € a testa se 50/50). Serve essere intestatari del mutuo e proprietari. Se un coniuge è a carico, l'altro può detrarre il 100%.
Come si esce da un mutuo cointestato dopo una separazione? Con l'accollo liberatorio della quota da parte di chi resta, oppure con una surroga o sostituzione a nome singolo. Serve sempre l'approvazione della banca, che valuta se chi resta può sostenere il mutuo da solo.
Il mutuo cointestato pesa sul mio profilo creditizio? Sì. Il mutuo risulta a carico di entrambi gli intestatari: eventuali ritardi vengono segnalati per tutti e due e l'esposizione riduce la capacità di ottenere altri finanziamenti.
In sintesi
Il mutuo cointestato consente di comprare casa in due sommando redditi e garanzie, ma comporta una responsabilità solidale: verso la banca ciascun intestatario risponde dell'intero debito, non solo della sua metà. Tra i cointestatari le quote si dividono (di norma 50/50) e chi paga più del dovuto può esercitare il regresso. La detrazione degli interessi si ripartisce in base alle quote, salvo il caso del coniuge a carico. In caso di separazione, il mutuo resta cointestato finché non si formalizza l'uscita di uno con accollo o surroga, sempre con l'ok della banca. Prima di firmare o di modificare un mutuo cointestato, valuta bene la sostenibilità della rata e, per gli aspetti fiscali, verifica con l'Agenzia delle Entrate.
Articolo a cura della redazione di mutuisemplici.it — contenuto informativo, non costituisce consulenza personalizzata o fiscale. Le regole sulla detrazione e sulla responsabilità dipendono dalla situazione specifica: verifica sempre con la banca, un notaio e l'Agenzia delle Entrate. Riferimenti aggiornati a luglio 2026.
Fonti: Codice civile, artt. 1292 e 1294 (obbligazioni in solido), 1298-1299 (rapporti interni e regresso), 1273 (accollo); Agenzia delle Entrate — detrazione degli interessi passivi sui mutui (art. 15 TUIR): ripartizione tra cointestatari e regola del coniuge fiscalmente a carico; Banca d'Italia — "Comprare una casa: il mutuo ipotecario in parole semplici"; BCE — comunicato di politica monetaria dell'11/06/2026 (contesto tassi).