01 luglio 2026
Mutuo INPS per dipendenti pubblici (ex INPDAP): requisiti, importi e come fare domanda
Il mutuo ipotecario INPS (ex INPDAP) è un finanziamento concesso direttamente dall'INPS ai dipendenti pubblici e ai pensionati iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Guida aggiornata al regolamento in vigore dal 1° aprile 2026: chi può richiederlo, per quali finalità, importi (fino a 300.000 €), durata, tasso fissato dall'INPS, spese, requisiti sull'immobile e come fare domanda, dal 15 gennaio al 30 novembre.

Sei un dipendente pubblico o un pensionato statale e stai pensando di comprare o ristrutturare casa? Oltre ai mutui bancari, potresti avere accesso a uno strumento dedicato: il mutuo ipotecario INPS, ancora molto conosciuto con il vecchio nome di mutuo INPDAP. È un finanziamento che l'INPS concede direttamente ai propri iscritti alla Gestione dedicata ai dipendenti pubblici, con importi fino a 300.000 euro e regole precise. Vediamo chi può richiederlo, per quali scopi, quanto costa e come si presenta la domanda, sulla base del regolamento INPS in vigore dal 1° aprile 2026.
Cos'è il mutuo ipotecario INPS (ex INPDAP)
Il mutuo ipotecario INPS è un finanziamento garantito da ipoteca che l'Istituto eroga in prima persona — non è quindi un mutuo bancario — a favore dei dipendenti e dei pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
La sigla "INPDAP" resta nell'uso comune, ma l'ente non esiste più come soggetto autonomo: l'ex INPDAP è confluito nell'INPS, che gestisce queste prestazioni attraverso la Gestione Dipendenti Pubblici. Quando si parla di "mutuo INPDAP", oggi si intende quindi il mutuo ipotecario erogato dall'INPS.
Trattandosi di un mutuo ipotecario a tutti gli effetti, la casa acquistata o ristrutturata viene posta a garanzia con l'iscrizione di un'ipoteca a favore dell'Istituto. Se vuoi capire meglio come funziona questa garanzia, trovi il quadro completo nella guida dedicata all'ipoteca sulla casa.
Chi può richiederlo: i requisiti
Il mutuo INPS è riservato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. In particolare possono richiederlo:
i dipendenti pubblici in attività di servizio, titolari — al momento della domanda — di un contratto di lavoro a tempo indeterminato;
i pensionati iscritti alla stessa Gestione.
In entrambi i casi è richiesta un'anzianità di iscrizione e contribuzione alla Gestione di almeno un anno (che può comprendere anche periodi di servizio a tempo determinato).
Il mutuo può inoltre essere cointestato, ma solo tra coniugi, persone unite civilmente o conviventi di fatto con contratto di convivenza registrato ai sensi della Legge 76/2016, a condizione che entrambi siano iscritti alla Gestione e in possesso dei requisiti.
Per quali finalità si può chiedere
Il regolamento prevede che ogni mutuo sia concesso per una sola tra le seguenti finalità:
acquisto o costruzione della prima casa (compresa l'assegnazione da cooperativa e il completamento o ampliamento su terreno di proprietà);
ristrutturazione o manutenzione (ordinaria e straordinaria) dell'abitazione di proprietà;
acquisto o costruzione di un box o posto auto pertinenziale, situato a non più di 500 metri dall'abitazione;
spese di istruzione universitaria, post-laurea o master, per l'iscritto o per un componente del nucleo familiare.
È inoltre prevista la portabilità: chi ha già un mutuo con una banca, contratto per una delle finalità ammesse, può trasferirlo all'INPS. È l'equivalente della surroga in ambito bancario, di cui parliamo nella guida alla surroga del mutuo.
Importi massimi finanziabili
Gli importi massimi cambiano in base alla finalità:
acquisto o costruzione della prima casa: fino a 300.000 €;
ristrutturazione/manutenzione: fino al 40% del valore di perizia dell'immobile e comunque non oltre 150.000 €;
box o posto auto: fino a 75.000 €;
spese di istruzione: fino a 100.000 €.
A questi importi si possono aggiungere fino a 6.000 € per le spese documentate di perizia e/o per la copertura assicurativa. In ogni caso, l'importo erogato non può superare il 100% del valore dell'immobile accertato dai tecnici dell'INPS, né il prezzo di acquisto dichiarato nell'atto.
Durata, tasso e rimborso
La durata del piano di ammortamento può essere di 10, 15, 20, 25 o 30 anni. C'è però un limite legato all'età: la somma tra l'età del richiedente al momento della domanda e la durata del mutuo non può superare 80. Per la finalità legata all'istruzione la durata massima è di 15 anni.
Sul fronte del tasso, il mutuo può essere a tasso fisso o a tasso variabile: i valori sono fissati con un apposito provvedimento dell'INPS, pubblicato sul sito istituzionale e aggiornato periodicamente. È possibile passare una sola volta dal tasso fisso al variabile (o viceversa), trascorsi almeno due anni dal contratto. Poiché le condizioni possono cambiare, prima di presentare domanda conviene verificare i tassi vigenti nella sezione dedicata del sito INPS.
Il rimborso avviene con ammortamento alla francese, cioè in rate mensili costanti e posticipate: all'inizio la quota di interessi è più alta e quella di capitale più bassa, poi il rapporto si inverte nel tempo. Abbiamo spiegato questo meccanismo nella guida al piano di ammortamento del mutuo, e puoi stimare la rata con la guida al calcolo della rata.
Quanto costa: spese e contributo dello 0,50%
Oltre agli interessi, il mutuo INPS prevede alcuni costi da mettere in conto:
un contributo per oneri di amministrazione pari allo 0,50% dell'importo mutuato, trattenuto in anticipo sull'erogazione. Su un mutuo di 200.000 €, per esempio, si tratta di 1.000 €;
le spese di perizia, di iscrizione ipotecaria e le spese notarili, a carico del richiedente;
una polizza assicurativa obbligatoria contro incendio, fulmine e scoppio sull'immobile in garanzia, con premio unico anticipato per l'intera durata del mutuo.
Un aspetto favorevole riguarda l'uscita anticipata: l'estinzione anticipata, parziale o totale, è possibile senza penali. Se vuoi approfondire vantaggi e valutazioni dell'operazione, vedi la guida all'estinzione anticipata del mutuo. Ricorda infine che, per confrontare correttamente il costo complessivo con un'offerta bancaria, va guardato il TAEG e non solo il tasso: ne parliamo nella guida alla differenza tra TAN e TAEG.
I requisiti sull'immobile
Il mutuo INPS è pensato per l'abitazione principale, e questo si riflette in alcune condizioni sull'immobile:
di regola, né il richiedente né i componenti del nucleo familiare devono essere proprietari di un'altra abitazione sul territorio nazionale. Sono previste alcune eccezioni (per esempio immobili ricevuti per donazione o successione e gravati da diritti reali di godimento da almeno cinque anni, oppure quote di proprietà pari o inferiori al 50%);
è prevista una deroga se l'altra abitazione si trova in un Comune diverso da quello di residenza e distante più di 150 km dall'immobile per cui si chiede il mutuo;
almeno il 50% della proprietà dell'immobile deve essere intestato al richiedente;
sono escluse le abitazioni di lusso;
è previsto l'obbligo di prendere la residenza nell'immobile entro 12 mesi dall'acquisto e di mantenerla per almeno cinque anni.
Come e quando fare domanda
La domanda si presenta esclusivamente online, tramite il portale INPS, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). La finestra per l'invio va dal 15 gennaio al 30 novembre di ogni anno; le risorse destinate ai mutui sono rese disponibili entro il 15 gennaio di ciascun anno.
Un punto importante riguarda la disponibilità dei fondi. In condizioni ordinarie le domande sono istruite secondo l'ordine cronologico di presentazione. Se però le richieste superano il 90% delle risorse disponibili, scatta una graduatoria nazionale mensile basata sull'ISEE: a ISEE più basso corrisponde una posizione più favorevole. È quindi utile avere l'ISEE aggiornato al momento della domanda. Prima di procedere, valuta con attenzione la sostenibilità della rata rispetto al tuo reddito, seguendo i criteri della guida al rapporto rata-reddito.
Vantaggi e cose da sapere
Il mutuo INPS può essere una soluzione interessante per chi ne ha diritto, ma non è automaticamente la scelta migliore in ogni caso.
Tra i punti di forza:
è concesso direttamente dall'INPS, con regole trasparenti e uguali per tutti gli iscritti;
prevede importi elevati (fino a 300.000 €) e durate fino a 30 anni;
consente l'estinzione anticipata senza penali e la possibilità di cambiare tipo di tasso una volta.
Da tenere presente:
è riservato a una platea specifica (iscritti alla Gestione) e richiede l'anzianità minima di un anno;
la domanda ha una finestra temporale e, in caso di richieste elevate, la graduatoria ISEE può incidere sui tempi e sull'accoglimento;
il tasso è quello fissato dall'INPS: va confrontato con le offerte bancarie del momento per capire quale sia davvero più conveniente.
Domande frequenti
Chi può chiedere il mutuo INPS ex INPDAP? I dipendenti pubblici in servizio con contratto a tempo indeterminato e i pensionati, purché iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali da almeno un anno.
Qual è l'importo massimo del mutuo INPS? Fino a 300.000 € per l'acquisto o la costruzione della prima casa; fino a 150.000 € (e comunque entro il 40% del valore di perizia) per la ristrutturazione; 75.000 € per box o posto auto; 100.000 € per le spese di istruzione.
Qual è il tasso del mutuo INPS? Il mutuo può essere a tasso fisso o variabile. I valori non sono fissi nel regolamento: sono stabiliti con un provvedimento dell'INPS pubblicato sul sito e aggiornato periodicamente. È possibile cambiare tipo di tasso una sola volta, dopo due anni.
Quando si può presentare la domanda? Ogni anno dal 15 gennaio al 30 novembre, esclusivamente online sul portale INPS.
Cosa succede se le domande superano i fondi disponibili? Se le richieste superano il 90% delle risorse, si forma una graduatoria nazionale mensile basata sull'ISEE: a ISEE più basso corrisponde una priorità maggiore. Altrimenti vale l'ordine cronologico di presentazione.
In sintesi
Il mutuo ipotecario INPS (l'ex mutuo INPDAP) è un finanziamento concesso direttamente dall'INPS ai dipendenti pubblici in servizio a tempo indeterminato e ai pensionati iscritti da almeno un anno alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Permette di finanziare acquisto, costruzione, ristrutturazione, box o spese di studio, con importi fino a 300.000 €, durate fino a 30 anni e un tasso — fisso o variabile — fissato dall'INPS. Prevede un contributo dello 0,50%, una polizza obbligatoria e l'estinzione anticipata senza penali. La domanda si invia online dal 15 gennaio al 30 novembre, con possibile graduatoria ISEE in caso di fondi insufficienti. Prima di scegliere, confronta sempre le condizioni con le offerte bancarie del momento e verifica la sostenibilità della rata.
Articolo a cura della redazione di mutuisemplici.it — contenuto informativo, non costituisce consulenza personalizzata. Requisiti, importi, tassi e condizioni sono quelli del regolamento INPS in vigore dal 1° aprile 2026 e possono essere aggiornati: verifica sempre le informazioni e i tassi vigenti sul sito ufficiale dell'INPS e, per i casi specifici, rivolgiti agli uffici competenti o a un professionista prima di presentare domanda.
Fonti: INPS (scheda "Richiedere la concessione di un mutuo ipotecario", aggiornata al 10/4/2026; "Regolamento per l'erogazione di mutui ipotecari" in vigore dal 1° aprile 2026); Banca d'Italia ("L'economia per tutti — Mutuo ipotecario").